sabato 5 luglio 2008

LEGISLAZIONE SCOLASTICA NAZIONALE E REGIONALE PER L’INFANZIA 09/05/2008


Salve, mi chiamo Clementina e in quest’anno universitario ho appreso una quantità di informazioni riguardanti la formazione e l’istruzione del bambino. Tra tante materie apprese ciò che riassume il tutto è il tirocinio.



I servizi della prima infanzia vanno sotto il nome di asili nido, micro nido, baby parking . Questa rete nella nostra regione non è molto diffusa ufficialmente , anche se ci sono parecchi asili nido gestiti da privati e ci sono poi servizi senza autorizzazione. I bambini dai 3 mesi ai 3 anni possono essere accolti in servizi pubblici o privati autorizzati che si chiamano asili nido o micro nido . Questo diffuso abuso, quindi, avviene perché quando si va dalla scuola paritaria o privata si paga per i servizi e più facilmente si accoglie la richiesta delle famiglie, mentre la scuola pubblica statale a queste cose dice di no.
Questo servizio abusivo/irregolare da parte dei privati non autorizzati viene giustificato dalla non presenza/diffusione di una rete di servizi pubblici .
Bisogna informarsi non solo come possibili e futuri lavoratori in servizi pubblici ma anche come persone autorizzate per dare vita a un servizio del genere . La cosa più intelligente, più realistica, è proprio la normativa sui micro nido: una persona che deve affidare un bimbo di tre mesi non potrebbe trovare un prefabbricato con all’interno 4-5 bambini con la stessa fascia d’età? E’ più conveniente!
Organizzare dignitosamente una spazio d’asilo aziendale o micro nido aziendale e fare in modo che la madre coincida con le sue esigenze lavorative e di madre.
Il legislatore si è rapportato alla donna, al suo diritto e aspirazione a lavorare e ha pensato di fare in modo che queste strutture non debbano solo sorgere in un fabbricato appartato e isolato ma anche in dimensione contenute con standard di efficienza, a condizioni igieniche rigorose , in un luogo in cui si abita o si lavora . La legislazione scolastica nazionale e regionale è abbastanza variegata perché il legislatore ha voluto fare in modo che si attuasse una forma si sussidiarietà , cioè ha inteso sottolineare e mettere gli Enti in condizione di offrire servizi nel punto più vicino a quello dell’utenza perché nessun legislatore può sapere quali sono le esigenze di una data regione. Quindi si hanno delle continue integrazioni tra la legislazione nazionale (che lascia spazio gestionale agli Enti più vicini al cittadino) e quella regionale, provinciale e locale.
Dei diritti dell’infanzia si è parlato e si continua a parlare tra filosofi, giuristi, sociologi, e uomini politici molto più di quel che si è riuscito ora a fare per trasformare aspirazioni nobili ma vaghe, richieste giuste ma deboli, in diritti in senso proprio . Il processo d’attenzione nei confronti del bambino è stato un processo molto lungo che ha dovuto esaminare la sfera della concezione e della cultura dell’infanzia nel loro evolversi , fino ad arrivare alla legge 328/2000 che ha generato diversi servizi che non hanno mai visto una vera e propria attuazione . L’origine dei servizi per l’infanzia nono è da ricercarsi nel riconoscimento dei diritti all’educazione e alla formazione dell’infanzia ma nell’esigenza degli adulti che hanno bisogno di affidare i bambini per certe ore del giorno e ciò comporta non solo custodia ma è un servizio rivolto anche alla formazione . Il micro nido è un servizio rivolto alla prima infanzia con finalità di socializzazione ed educazione dei bambini nel quadro di una politica integrata di tutela e promozione dei diritti dell’infanzia, di armonizzazione dei tempi di lavoro e di cura in risposta all’esigenza del nucleo familiare. L’attivazione del micro nido deve essere concordata con l’Ente locale di riferimento al fine di assicurare il coordinamento con la rete di servizi della prima infanzia presenti sul territorio comunale nonché raccordo con i servizi sociali del territorio. Il micro nido si differenzia dall’asilo nido tradizionale per le minori capacità recettive, cioè l’accoglienza è più limitata perché il micro nido raccoglie bambini molto più piccoli . Il micro nido collocato in ambito aziendale è denominato micro nido aziendale o nido d’azienda. Tuttavia le aziende proponenti devono evitare sovrapposizioni di servizi avviati già da comuni in una logica di integrazione e utilizzo ottimale delle risorse, infatti si rischierebbe di creare un doppione inutile e quindi la prospettiva deve essere quella della diversificazione e dell’integrazione.
I destinatari dei micro nido sono bambini non superiori ai tre anni, le strutture possono accogliere un numero limitato di bambini fino a 24 . Il micro nido creato in comuni con popolazioni superiori a 20000 abitanti deve avere capacità recettiva non inferiore a 12 bambini. Il vincolo non sussiste per i micro nido aziendali, nel solo caso in cui ci sono richieste da parte del territorio. L’orario minimo d’apertura è di sei ore giornaliere di norma per 5 giorni a settimana. Le figure educative operanti sono in possesso dei titoli di: diploma di maestra di scuola dell’infanzia, diploma di maturità magistrale, diploma di liceo psicopedagogico, diploma di vigilatrice d’infanzia, attestato di qualifica di educatore di prima infanzia . Gli asili nido si sono sviluppati soprattutto al centro-nord; quali le cause? Una forte presenza di lavoro aziendale, un più alto tasso d’occupazione femminile, una vita che si svolge in realtà altamente urbanizzata, un massimo impegno degli enti locali. Al sud, invece, c’è un più alto tasso di disoccupazione, difficoltà per la donna di lavorare, molte famiglie non possono permettersi di pagare una retta. Tuttavia anche al nord ci sono proteste perché la richiesta è quasi sempre superiore all’offerta quindi occorrono interventi efficaci. È opportuno ricordare la legge statale 448/2001 che istituì il fondo per asili nido da ripartire annualmente tra le regioni al fine di favorire lo sviluppo della prima infanzia mediante la costruzione e la gestione degli asili nido, micronido nei luoghi di lavoro. Nel 2007 si è avuta una concessione ai comuni di contributi a sostegno dell’intervento di costruzione d’asili nido, micronido nei luoghi nido. Le regioni si attivano per concretizzare quello che è un principio enunciato dalla legge dello Stato. L’asilo e il micronido nei luoghi aziendali sono strutture attivate nei luoghi di lavoro o nelle loro vicinanze che destinano ai figli dei dipendenti delle aziende coinvolte una quota di posti superiori al 50%. Le finalità sono attivazioni di asili nido in armonia con la normativa vigente in materia per conciliare le esigenze familiari e professionali dei lavoratori con i figli attraverso l’ampliamento dei servizi che assicura una massima flessibilità. Il soggetto gestore deve garantire la funzione di coordinamento pedagogico svolto da personale qualificato. Il coordinatore pedagogico svolge compiti di indirizzo e sostegno tecnico. Tra le figure educative di micronido deve essere individuato un responsabile a cui fare riferimento dal punto di vista educativo. Il rapporto numerico tra la figura educativa e i bambini è pari ad almeno un addetto ogni 6 bambini.

ALIMENTAZIONE PEDIATRICA E DIETE SPECIALI 19/06/2008


L’alimentazione nell’infanzia

Poiché il comportamento alimentare si delinea nella prima infanzia è necessario educare sin dai primi anni ad una corretta alimentazione. A tale scopo è importante l’azione sinergica della famiglia e della comunità dove il bambino trascorre gran parte della giornata (asilo nido, scuola materna) affinché il fabbisogno giornaliero alimentare– calorico sia rispettato.
Lo sviluppo normale di un bambino dipende più di tutto da una buona nutrizione: il cibo che si mangia e la capacità di trasformarlo in energia e in nuovi tessuti, influenza la condizione della salute, non solo dell’infanzia ma per tutta la vita.
Buona nutrizione non significa solo buoni alimenti nelle giuste quantità ma anche buona digestione ed assimilazione. Questa capacità dipende da molti fattori come la presenza o meno di malattie, la durata e la qualità del sonno, le condizioni psico – emotive: in breve è influenzata dal cibo, dal sonno e dalla salute mentale.
I bambini amano mangiare, ma come gli adulti, hanno delle preferenze; il miglior modo per far si che un bambino mangi è concedergli una certa libertà di scelta e non forzarlo contro la volontà. Oggi accetterà un alimento che domani potrebbe rifiutare.
L’apporto alimentare serve a soddisfare le esigenze del metabolismo, dell’attività muscolare e dello sviluppo corporeo che si manifesta con l’aumento di altezza e peso. Anche se crescita e corporatura sono fattori ereditari, una sana e razionale nutrizione permette di sviluppare al massimo il potenziale di crescita: bambini ben nutriti sono più alti di quelli iponutriti.
Dal punto di vista dietetico alimentare, l’età evolutiva è un periodo particolare con caratteristiche diverse dall’età adulta: si deve, infatti, far fronte all’esigenza dell’aumento della massa corporea e ad un’intensa attività fisica.
La crescita comporta una continua e costante costruzione di nuove cellule e quindi un elevato fabbisogno di materiale plastico. Si consiglia quindi l’assunzione di proteine senza però eccedere per non incorrere in inconvenienti notevoli.
Nella dieta dell’età evolutiva l’apporto di lipidi sarà maggiore rispetto agli adulti;il fabbisogno di glucidi nel lattante è coperto dal lattosio contenuto nel latte e successivamente serve per evitare problemi come l’ipoglicemia.
Anche il contenuto e il ricambio idrico sono più elevati che nell’adulto.
Il fabbisogno giornaliero di vitamine e Sali include calcio, fosforo, sodio, potassio, ferro, vitamina A, C, D, B1, B2.
Nel primo anno di vita i bisogni energetici giornalieri indicano una media di 112 Kcal per kg di peso; nei primi mesi l’unico alimento è il latte; ma dal quarto mese in poi esso non è più sufficiente, ma bisogna introdurre altri alimenti, anche se il latte resta il protagonista del suo regime alimentare.
Bisogna però prestare attenzione a certi principi nutritivi: se viene rifiutato un alimento ricco di proteine, va sostituito con uno di pari valore alimentare (es. alle verdure cotte si possono sostituire succhi di frutta o vegetali crudi, a carne pesce, formaggi, uova).
Alcune accortezze possono essere utili per comprendere i loro gusti: preferiscono cibi umidi (polpettine) a quelli secchi (alla griglia), non amano cibi troppo caldi o troppo freddi, preferiscono quantità modeste che li incoraggiano a chiederne ancora, ma non amano mescolare gli alimenti.

L’educazione alimentare deve iniziare dalla conoscenza della funzione svolta dagli alimenti e dai fabbisogni personali.
Gli alimenti sono quelle sostanze che introdotte nell’organismo vengono digerite, assimilate e distribuite per mantenere le funzioni del corpo, per la crescita e per il rinnovamento delle varie parti del corpo.
Cinque sono le funzioni degli alimenti: energetica, plastica, protettiva, regolatrice e di riserva.
Gli alimenti vengono normalmente suddivisi secondo i principi alimentari o nutrienti che li compongono: carboidrati o glucidi, grassi o lipidi, vitamine, proteine e protidi, elementi minerali e acqua.
Nella scuola la refezione rappresenta un momento di grande valore sociale, economico, sanitario e pedagogico: essa non può limitarsi a saziare ma deve prevedere e coprire razionalmente tutte le necessita alimentari del pasto di mezzogiorno. Tutti i principi nutritivi devono essere presenti nella giusta quantita, la manipolazione ed il servizio devono garantire un perfetto rispetto delle norme igieniche, i locali devono assicurare tranquillità e serenità dei bambini.
L’organizzazione della refezione scolastica dipende dai vari enti che dopo aver scelto lo schema operativo, dispongono di strutture e personale adeguato, affidando l’elaborazione delle tabelle dietetiche ad appositi nutrizionisti delle Asl.
La persona addetta alla refezione potrà avvalersi di attrezzature e personale adatto. Quest’ultimo sarà costituito almeno da una cuoca. I compiti del dirigente sono molteplice e richiedono alto senso di responsabilità e continua attenzione.

Alimentazione da 1 a 3 anni – Se la famiglia possiede abitudini alimentari sane, già all’inizio del secondo anno il bambino potrà iniziare ad assumere gli stessi cibi del resto della famiglia. In questi anni il bambino incomincia ad assumere una personalità propria e ad affermare la sua indipendenza muovendosi liberamente e scegliendo che cosa mangiare. La crescita continua, ma con un ritmo più lento rispetto ai primi anni di vita. Al termine del terzo anno, maschietti e femminucce, avranno raggiunto circa il 50% della loro altezza da adulti infatti ha una struttura già di 90 cm . In questo periodo, il bambino impara a bere con la cannuccia e a mangiare con il cucchiaino e spesso diventa esigente nella scelta alimentare. Proponendogli una vasta scelta di cibi si permette di farlo diventare più indipendente e di scegliere fra una gamma di prodotti.
Il fattore più importante è soddisfare il prodotto energetico con una vasta scelta di alimenti. Le prime esperienze con il cibo possono avere effetti importanti sui gusti e sugli schemi alimentari nelle fasi successive alla vita. Il momento del pasto in un bambino deve essere vissuto come un momento rilassante.
Durante il pasto non devono mai mancare nella dieta di ogni bambino le verdure, bisogna alternare e moderare il consumo di pesce, uova, salumi e formaggi.



INTOLLERANZA ALLE PROTEINE DEL LATTE DI MUCCA

Si tratta di una vera e propria forma di allergia nei confronti delle proteine del latte vaccino. Colpisce l’1-2% dei bambini nei primi mesi di vita, e solo raramente solo nel 17-18 mese di vita.
Interessa i neonati nutriti con latte artificiale o quelli che passano dal latte materno al latte artificiale o al latte di mucca. I sintomi sono diversi ,possono coinvolgere diversi organi o apparati e comparire anche per dosi apparentemente insignificanti; le reazioni sono di due tipi :immediate e ritardate. Shock e angioedema sono le reazioni immediate più gravi e pericolose ,sono particolarmente frequenti l’orticaria e la dermatite ,i sintomi respiratori quali il sivilo , raffreddori ricorrenti e il vomito. Il trattamento di questa allergia consiste nel sostituire il latte vaccino con un prodotto alternativo. Attualmente disponibili per la terapia all’intolleranza al latte vaccino è : il latte valfruttoria che contiene proteine vegetali e il latte idrofuttina in cui le proteine vengono frammentate in porzioni molto piccole ben tollerate dal bambino. Il latte di soia è l’alimento ben sperimentato e integrato da un punto di vista nutrizionale. Quando il bambino ha già un’alimentazione più varia è necessario rivedere la dieta in modo da eliminare non solo il latte ma tutti gli alimenti che contengono il latte (latticini,yogurt sono derivati del latte).

CELIACHIA

Celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena ,frumento, orzo e segale ecc…E’ una malattia che colpisce molte persone, in Italia l’incidenza si attesta in un soggetto ogni 100-150 persone. I celiaci potenzialmente sono circa 400 000 , in Italia ne sono stati diagnosticati solo 35 000 .
Nel soggetto geneticamente predisposto , l’introduzione di alimenti contenenti glutine quali pasta ,pane, biscotti, o ma anche estratti di farina ricavata da cereali provoca un infiammazione cronica della mucosa intestinali, appiattimento dei villi intestinali.
L’intestino tenue è un tubo di circa 35 mm di diametro e di 5 m di lunghezza che va dal duodeno al colon; rappresenta la sede principale dell’assorbimento delle sostanze nutritive nel circolo sanguigno. La parete dell’intestino tenue è ricoperta da minuscole sporgenze chiamate villi. Questi ultimi hanno la funzione di assorbire vitamine,minerali e altri nutrimenti dal cibo.
SINTOMATOLOGIA Non sempre la celiachia si presenta in modo palese, la forma tipica ha come sintomo diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), deficit della statura o del peso, ritardo dello sviluppo e anemia. I sintomi della celiachia comportano problemi generali come diarrea intermittente, dolori addominali,debolezza cerebrale, quindi possono simulare quelli di altre malattie come colite irritabile, ulcere gastriche, morbo di crohn. Inoltre la celiachia si può manifestare anche in modi meno vistosi come instabilità, depressione, crampi muscolari, ferite alla bocca.
La diagnosi si effettua mediante dosaggi sierologici, gli AGA, gli EMA. Per la diagnosi definitiva è indispensabile una biopsia dell’intestino tenue.
La celiachia no ha cure, ma la si può tenere sotto controllo efficacemente attraverso un cambiamento di dieta.


ADERENZA ALLA DIETA: UN PROBLEMA COMUNE

All’inizio può essere necessario prendere integratori vitaminici e di minerali , bisogna integrare la dieta con questi alimenti perché comporta vantaggi notevoli nei bambini. È indispensabile evitare la maggior parte dei cibi a base di cereali che contengono glutine ad esempio crackers , pasta, biscotti, torte, latte almeno che non sia di soia.



EDUCAZIONE SANITARIA 06/06/2008

Il neonato è il bambino del primo mese di vita, ma nella fase neonatale emergono i problemi di salute più importanti del bambino che avranno un proseguo oltre il primo mese di vita e che sono quelli che determineranno lo stato della sua salute psico-fisica. Si interessano dei bambini i pediatri di famiglia che osservano e valutano la crescita del bambino delle sue fasi, valutano la nutrizione e i vaccini. Poi vi sono i pediatri di comunità che lavorano nel servizio sanitario nazionale che si occupano di gruppi dei bambini; i pediatri ospedalieri accolgono i bambini nella fase acuta o cronica.
La pediatria si occupa della cura e della prevenzione delle malattie dei bambini.

CRESCITA E SVILUPPO:
La crescita è il processo che porta un aumento di peso e altezza del bambino, mentre lo sviluppo è l’acquisizione di forme e funzioni più complesse.
La crescita interessa gli organi più semplici e poi quelli complessi. La maggior crescita avviene nell’infanzia, i primi due anni e l’adolescenza. Crescita e sviluppo sono misurabili e possono essere studiati confrontando altezza, peso, arricchimento del vocabolario ecc.



CARATTERISTICHE DELLA CRESCITA E DELLO SVILUPPO:
Altezza: Il neonato alla nascita è alto 50 cm circa. La crescita in altezza è dovuta alla crescita scheletrica. L’altezza è una caratteristica famigliare è va controllata e misurata durante ogni visita medica. L’altezza cresce di 25/30 cm tra la nascita e il primo anno e di 10/15 cm nel secondo anno. Durante la pubertà si ha un’accelerazione improvvisa della crescita.
Peso: il peso alla nascita è 3,250 kg circa e si triplica nel primo anno di vita. Successivamente aumenta di 1,8/2,7 kg per anno fino all’accelerazione nella pubertà. Il peso va rilevato ad ogni visita medica. Un forte aumento o diminuzione di peso va controllata.
Proporzioni corporee: le proporzioni corporee differiscono nel neonato e nell’adulto. Nel periodo fetale la testa cresce più velocemente. Nel primo anno cresce il tronco e nella fanciullezza aumenta la lunghezza delle gambe. Un’alterazione di crescita è caratteristica di alcune malattie. L’età ossea può essere determinata da una radiografia. La crescita delle ossa varia da individuo a individuo.

FATTORI CHE INFLUENZANO LA CRESCITA E LO SVILUPPO:
Ereditarietà: questa è determinata durante il concepimento attraverso i geni. (es. i figli di soggetti alti saranno a loro volta alti).
Nazionalità e razza: quando si assiste un bambino di altra nazionalità è necessario raccogliere informazioni riguardanti la lingue, le abitudini alimentari, il credo religioso ecc.
Condizioni socio-ambientali: l’ambiente prenatale influenza le condizioni di salute del bambino. Un neonato sano e forte ha maggiori capacità di adattamento. Una madre che non è in grado di provvedere al proprio figlio può comprometterne lo stato di salute.
Sesso: il neonato maschio pesa di più ed è più lungo, cresce e si sviluppa a velocità diversa con brusca accelerazione verso i 12/15 anni. La crescita in altezza si arresta intorno ai 20 anni nei maschi e verso i 18 per le femmine. Nelle femmine durante l’adolescenza si ha un aumento di altezza e peso, modificazione del seno, aumento della circonferenza pelvica, crescita dei peli pubici e di quelli ascellari, raggiungimento della statura adulta e mestruazioni. Nei maschi si avrà un aumento di altezza e peso, ingrossamento dei testicoli e del pene, comparsa dei peli pubici, ascellari, sul labbro superiore, all’inguine, sulle cosce e sull’addome, la voce cambia, eiaculazioni notturne e raggiungimento della statura adulta.
Famiglia: i cambiamenti della famiglia si riflettono sullo sviluppo del bambino che può essere cresciuto da un solo genitore, da un parente, o in istituti.


VALUTAZIONE DEL BAMBINO:
Pulsazione cardiaca e respirazione: Attraverso la conta delle pulsazioni cardiache è possibile sentire il flusso sanguigno. la frequenza cardiaca e respiratoria è alta nel neonato ma diminuiscono con il passare degli anni. Gli atti respiratori si contano osservando il movimento della parete addominale. La frequenza si rileva con un minuto di osservazione poiché il respiro è irregolare. La frequenza respiratoria è misurata ugualmente nell’adulto.
Pressione sanguigna: è la pressione esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie. Ci sono vari modi per misurarla: auscultazione ( stetoscopio), palpazione e rilevazione ultrasonografica. La pressione arteriosa è più bassa nei bambini e può essere influenzata da età, sesso, farmaci ecc.
Temperatura corporea: può essere rilevata tramite un termometro all’ascella, alla bocca o nel retto (la + utilizzata). Se non seriamente ammalati si utilizza quella ascellare.
Peso e altezza: devono essere rilevati accuratamente. Il peso è necessario per valutare un miglioramento e per determinare la dose di farmaci. Pesando si osserverà anche il colore della pelle, dispnea e le condizioni delle articolazioni. L’altezza si misura mentre il bambino è sdraiato partendo dal capo ai talloni.
Circonferenza cranica: deve essere rilevata a bambini sotto i 36 mesi e bambini con danni neurologici. Si utilizza un metro posto intorno alla testa.

NAUSEA E VOMITO
La nausea è la sensazione sgradevole che precede il vomito. Il vomito è l’espulsione forzata del contenuto gastrico . Il vomito è regolato dal centro del vomito situato in corrispondenza del 4° ventricolo. Si parla di vomito digerito se di provenienza gastrica, indigerito se di provenienza esofagea, caffeano se misto a sangue e bile, fecaloide se presente feci.


OBESITA’
Il bambino obeso cresce molto ma nel tempo non raggiunge la statura finale attesa dal suo determinante genetico.
Rischio di patologie acute e croniche:
* Apparato cardiovascolare
* Metabolosimo lipidico, viene alterato nel senso che si ha un eccesso di colesterolo e dei trigliceridi .
Questi sono dei fattori di rischio per la malattia trombosica.
L’obesità dovuta da un eccesso di introduzione di cibo oppure ad una causa genetica o all’ormone. L’insulina determina un eccessivo passaggio di zucchero dal sangue dentro agli organi.
L’obesità determina un’ipertensione arteriosa ed una ristrettezza delle arterie , e quindi un aumento della resistenza del cuore.

sabato 7 giugno 2008

La valutazione in campo educativo 16/06/2008



La valutazione- Il processo di valutazione del bambino si presenta come la modalità più adeguata per conoscere le caratteristiche comportamentali, emotive, cognitive, funzionali e di relazione del bambino e della famiglia, in situazioni diverse e ben distinte.
La conoscenza del bambino avviene già dal primo incontro e dal primo contatto, nel quale il consulente sperimenta ed osserva il bambino, puntando l'ascolto al limite che presenta e alle sue espressioni, in modo da procedere ad una diagnosi sulla base dei sintomi presenti e sull'aspetto funzionale del bambino nelle varie aree dello sviluppo, e contemporaneamente agli aspetti più personali, specifici, caratteristici e peculiari della persona con la quale si trova ad interagire, al di là della presenza o meno di una determinata sindrome.
L'aspetto più tecnico e metodologico del processo di valutazione, prevede l'utilizzo di strumenti standardizzati per la valutazione sintomatologica e funzionale, anche se, specie nel primo incontro, viene svolta principalmente un'osservazione non strutturata del bambino, nella quale si osservano alcuni fattori fondamentali, alcuni di essi sono: lo sviluppo motorio e prassico del bambino, la modalità di interazione con l'adulto, le strategie di comunicazione che utilizza, la ricerca del materiale e il suo utilizzo, lo scambio corporeo ed emotivo, la reazione al distacco dai genitori e la vicinanza con persone a lui sconosciute, oltre a raccogliere le sensazioni generali sul livello di sviluppo funzionale raggiunto dal bambino fino a quel momento.
L'istruzione - Molti genitori pensano che l'istruzione sia sinonimo di scuola e pensano di fare il loro dovere semplicemente aiutando il figlio a vivere al meglio l'esperienza scolastica. In realtà è una visione decisamente molto riduttiva, destinata a ben scarsi risultati. Con il termine istruzione si intende l'addestramento alla vita, che non passa solo attraverso i concetti appresi a scuola, ma anche attraverso tutto ciò che un bambino può apprendere nelle ore al di fuori dell'edificio scolastico.
È per questo motivo che non è possibile pensare di educare al meglio i figli parcheggiandoli presso persone vecchie: le ore passate in compagnia di persone che amano i bambini, ma che hanno idee e stili di vita non più attuali non concorrono certo a velocizzare l'apprendimento della vita. Anzi, il più delle volte servono solo a far imboccare una strada ormai obsoleta. È abbastanza insulso che il genitore "spenda" tempo ed energie per correggere paure, idee, atteggiamenti, scelte derivanti dall'educazione che il figlio ha ricevuto da persone anziane. Certo il nonno che non sa nulla di computer o di altre diavolerie, ma conosce tutte le favole del lupo cattivo, non è la persona adatta a far entrare il piccolo nel nuovo mondo. In assenza dei genitori sono pertanto da privilegiare per l'educazione dei figli strutture moderne e più adeguate (leggasi: personale qualificato) che possano fornire un'educazione al passo con i tempi.
Dal punto di vista scolastico, invece molto spesso sono proprio i genitori i responsabili di un'educazione carente. Quasi con fierezza (fierezza imbecille, direi) molti genitori riconoscono il figlio dalle lacune a scuola: "è proprio mio figlio: anche lui ama la matematica e odia l'italiano!". Uno dei punti critici dell'educazione è proprio avvicinare il bambino allo studio, all'amore per il sapere, visto come potere, come chiave che apre la comprensione del mondo. Quindi ogni genitore dovrebbe far amare tutte le materie che il bambino sembra non digerire e avvicinarlo a tutto ciò che la scuola ancora non insegna; le lingue e il computer sono due esempi classici che molti genitori snobbano perché "il bambino deve divertirsi". Peccato che da grande non si divertirà perché chi è ultimo ha ben poco da divertirsi! L'abilità del genitore consiste cioè nell'insegnare per gioco e nell'istruire con piacere. Chi ci riesce è un grande genitore.

L’educazione si fonda su una reciproca appartenenza nella quale l’adulto e il bambino abbiano un “luogo” simbolico e oggettivo nel quale comunicare sé scrutando con affezione la risposta dell’altro. La felicità del bambino inizia, infatti, quando comincia a percepire di appartenere, di essere di qualcuno. In altri termini, ogni essere umano ha bisogno, per crescere – e la crescita non va riduttivamente intesa solo in senso meramente biologico –di vivere l’esperienza di una relazione significativa capace di trasmettere il senso di ciò che si è e di ciò che si fa. Il padre e la madre sono gli adulti a cui il bambino, in quanto figlio, chiede educazione.
L’educazione rappresenta quindi un processo strategico mediante il quale il bambino può divenire un adulto capace di responsabilità e in grado di fare fronte alle sfide impegnative che richiede la vita quotidiana nei contesti a rischio.
Questo rapporto avviene in un tempo e in uno spazio, in una casa, con l’accudimento, il nutrimento, il gioco, la compagnia …
Perciò specularmente al diritto del bambino all’educazione, è necessario affermare il diritto del genitore a potere educare, a potere comunicare un’ipotesi positiva di vita.
Cos’è il gioco e che valore ha per il bambino? Questa è la domanda che da sempre ha stimolato gli studiosi di varie scienze: dall’etologia alla filosofia, dalla pedagogia alla psicologia. E’ per questo che nel primo capitolo ho voluto affrontare il tema del gioco calato nelle diverse teorie dello sviluppo che hanno contribuito a considerare l’attività ludica un importante fattore di sviluppo: permette al bambino di sperimentare prima e consolidare poi nuove competenze sia cognitive sia socioaffettive. Il gioco è un modo per osservare il bambino, un modo attraverso il quale è possibile esplorare la natura del pensiero infantile, specialmente nella prima infanzia quando l’accesso al funzionamento mentale del bambino è reso difficile dalla limitatezza dei mezzi comunicativi ed espressivi di cui egli dispone.
Il gioco è un’ attività che coinvolge gran parte dell’infanzia; infatti, dalla nascita fino all'ingresso nella scuola, il gioco è il tramite principale che il bambino utilizza nei rapporti con gli altri. Il gioco non è soltanto un modo per conoscere il mondo, ma anche una forma di comunicazione, di esperienza emotiva, di azione trasformativa sulla realtà. In questo capitolo vengono anche presentati, classificati ed analizzati i diversi tipi di gioco, con le caratteristiche specifiche di ognuno. Il gioco è un’azione, un’occupazione volontaria, compiuta entro certi limiti definiti di tempo e di spazio, secondo una regola volontariamente assunta, e che tuttavia impegna in maniera assoluta. La caratteristica fondamentale dell’attività ludica in ogni sua manifestazione è l’assenza di costrizione. Si gioca per scelta libera e personale, non per senso del dovere. Si gioca secondo modalità stabilite individualmente: qui il carattere immaginativo e creativo è particolarmente evidente o in base ad una decisione di gruppo ed è questo il caso di giochi socializzanti. La spontaneità, la creatività, la plasticità propria di ogni agire creativo insieme alla libertà, concorrono a caratterizzare l’attività ludica. E’ proprio attraverso il gioco che l’adulto conosce il bambino, lo capisce e si relaziona con lui. La funzione dell’adulto nella crescita e nella vita di ogni bambino è fondamentale: che sia genitore, insegnante, o educatore. Per relazionarsi con il bambino occorre che l’adulto entri in un atteggiamento empatico con lui. Egli ha la possibilità di intervenire positivamente, sia incoraggiando spontanee e autonome iniziative di gioco predisponendo magari in maniera più idonea l’ambiente, sia creando specifiche occasioni di svago e di sano divertimento, partecipandovi all’occorrenza di persona.


PATOLOGIE DELL’INFANZIA 30/05/2008






IL naso e le problematiche nasali.
Il naso è l'
organo del senso dell'olfatto. Nell'uomo il naso occupa la parte centrale del viso posizionato al di sopra della bocca. È costituito da una parte sporgente,(piramide nasale), da una parte interna,(cavità nasali), suddivisa da una parete mediale (setto nasale).
Il setto è una membrana di tessuto cartilagineo che separa in senso verticale le due narici. Se l’osso mascellare che la ospita rimane sottosviluppato, il setto in crescita dovrà nonostante tutto raggiungere in qualche modo le sue giuste dimensioni, e può farlo in tre modi: può piegarsi in un senso o nell’altro-e si avrà così il setto deviato- oppure può crescere verso l’alto-fino a creare il naso bitorzoluto-oppure cresce attraverso la sutura mascellare fino a creare quell’entità anatomica parafunzionale nota come torus palatino (si tratta di “bozzi” o creste ossee che crescono in mezzo al palato).
Valutiamo ora la differenza tra respiratori orali e respiratori nasali. Partiamo con il ricordare che tutti i neonati sono respiratori nasali obbligati, in quanto solo respirando col naso possono respirare e succhiare il latte dal seno contemporaneamente. Se il neonato ha le vie aeree nasali ostruite, può finire per rifiutare il seno e preferire il biberon, che gli permette di nutrirsi più velocemente e con meno fatica.
Il respiratore orale ha diversi svantaggi: non può umidificare l’aria che respira, non può rallentarla per favorire la giusta miscelazione con l’ossido nitrico ( NO ).
Di conseguenza i suoi polmoni faranno fatica a fornire la massima ossigenazione all’organismo a partire dall’aria che ricevono che sarà secca, non umidificata, non filtrata e, soprattutto, priva di ossido nitrico. Questa situazione, portata avanti negli anni, sovraccaricherà il sistema cardiovascolare e il cuore perché i muscoli lisci che ricoprono le arterie reagiscono a quest’aria ipossigenata producendo uno stato di tensione permanente che, appunto, provocherà ipertensione cardiovascolare. Per le ridotte disponibilità di ossigeno, la capacità di fornire sangue riccamente ossigenato alle cellule viene anch’essa compromessa. Si può dire, pertanto, che la respirazione orale ha un impatto negativo su tutte le cellule del corpo, perché le priva della giusta quantità di ossigeno. Il benessere e la salute richiedono una giusta ossigenazione.
Altre manifestazioni della respirazione orale includono le roncopatie, le apnee notturne, alcuni tipi di mal di testa, l’ipertensione essenziale, l’enuresi notturna (pipì a letto), otiti o sinusiti croniche, disturbi del sonno e occhiaie.
Quando bambini o adulti non respirano correttamente col naso, tendono a sviluppare occhiaie o borse sotto gli occhi, a causa di un ristagno di sangue venoso in queste zone per disturbi della circolazione.
I bambini che respirano con la bocca mostreranno spesso labbra screpolate; di profilo, inoltre, tendono ad avere il mento “sfuggente” e la faccia lunga. Tipicamente soffrono di sinusite cronica, raffreddori, problemi respiratori o polmonari.
In genere i bambini con le borse sotto gli occhi non riescono a mantenere a lungo l’attenzione su qualcosa, perché non hanno buona circolazione sanguigna e quindi buona ossigenazione nel cranio, e tendono pertanto a stancarsi facilmente, si sentono
letteralmente soffocare.
In più hanno problemi durante il sonno: tossiscono, si girano continuamente nel letto e si svegliano già stanchi. Soprattutto per i bambini e gli adolescenti è importante andare a letto prima delle 10 di sera, perché certi meccanismi cerebrali di recupero dalle fatiche corporee iniziano verso quell’ora, e la loro efficacia viene compromessa se il sonno viene dilazionato fino alle 10,30 – 11 di sera. I bambini che vanno a letto troppo tardi tenderanno ad essere stanchi ma non vorranno mai andare a dormire, cercheranno di cibarsi soprattutto di alimenti dolci e cereali, e a volte finiranno per essere etichettati come iperattivi o affetti da sindrome di deficit dell’attenzione, e come tali trattati con farmaci.
L’efficienza delle vie respiratorie è il particolare più importante per la buona salute dell’essere umano. È essenziale sottolineare il fatto che respirare con la bocca e respirare col naso hanno effetti corporei completamente diversi. Non siamo fatti per respirare con la bocca. Possiamo farlo, ma paghiamo un prezzo enorme se lo facciamo per lungo tempo. Altre strutture che possono influire sul transito dell’aria fino all’area della gola sono le tonsille e le adenoidi. La grande maggioranza dei bambini che finiscono dal dentista hanno tonsille estremamente ingrandite: come pensare che possano respirare bene? È impossibile respirare bene quando le tonsille, che a malapena dovrebbero essere visibili, sono così infiammate che quasi si toccano tra loro chiudendo il passaggio all’aria che da lì dovrebbe transitare per raggiungere i polmoni.
Le tonsille si gonfiano spesso in risposta a fenomeni allergici causati dal consumo di derivati del latte pastorizzato. È interessante notare che ogni volta che una mamma e un bambino si convincono a sospendere alimenti pastorizzati o trattati industrialmente, e magari si mettono a consumare alimenti crudi, si nota una riduzione del volume tonsillare, anche se ciò richiede del tempo.
Quasi sempre una mascella superiore ristretta e sottosviluppata si accompagna ad una
mandibola o mascella inferiore che non si sviluppa in avanti, rimanendo incastrata indietro. Ciò causa una mancanza di spazio a disposizione per la lingua e per i tessuti faringei, che essendo compressi all’indietro saranno causa a loro volta di difficoltà per il passaggio dell’aria respirata.
Il più importante apparecchio ortodontico a nostra disposizione è la lingua. Quelli che respirano col naso hanno la lingua posizionata sul palato, che ne mantiene la forma corretta con la sua posizione e ogni volta che si deglutisce. Ogni deglutizione espande il palato e contribuisce al movimento respiratorio cranio sacrale primario. Quelli che respirano con la bocca hanno una lingua posizionata in basso invece che in alto contro il palato, cosicché la lingua non può stimolarlo nella sua crescita.
Quando la lingua non si posiziona propriamente tra le arcate dentali, può accadere che si accomodi in basso e indietro, spingendo in avanti il pavimento della bocca. Ne risulta qualcosa che somiglia molto a un doppio mento, visibile perfino in donne molto magre. Con l’espansione ortodontica del palato il problema si risolve da sé, senza chirurgia plastica
.

CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE

Gli individui ipossigenati spesso soffrono di affaticamento o fibromialgia, roncopatie,
apnee notturne, sinusiti, frequenti infezioni nasali, patologie cardiocircolatorie.
Finiscono per diventare dipendenti da farmaci.
In altre parole, le persone con uno sviluppo facciale insufficiente se la passeranno meno bene di altri. E anche quando si affidano a terapeuti olistici con le migliori intenzioni e le più approfondite conoscenze, non si può pretendere che un corpo dalla forma meno che ottimale possa funzionare in modo soddisfacente.
Così ancora una volta diventa evidente che respirare bene permette di vivere meglio, soprattutto quando, dopo aver espanso il palato così da correggere la respirazione orale e la postura, ci si accorge che il paziente diventa più allegro.

L’ORECCHIO DEL BAMBINO E LE SUE PROBLEMATICHE

L’orecchio è un organo preposto alla fondamentale funzione dell’udito e del mantenimento dell’equilibrio; è composto da tre parti. La parte visibile è costituita dall’orecchio esterno (il padiglione) e il condotto uditivo esterno, un canale che arriva fino al timpano. L’orecchio medio è una piccola cavità piena d’aria chiusa dal timpano in corrispondenza dell’orecchio esterno, contiene i cosiddetti ossicini (martello, incudine e staffa) ed è collegato con la parte posteriore del naso tramite la tuba di Eustachio, un canale del diametro circa di una matita attraverso il quale l’aria può passare dal naso all’orecchio medio e viceversa. L’orecchio interno è attaccato all’orecchio medio, vi sono contenute le terminazioni nervose degli organi che permettono l’udito (la coclea) e l’equilibrio (i canali semicircolari).

COME FUNZIONA?
L’orecchio esterno raccoglie i suoni e li trasmette alla membrana timpanica che vibra e mette in movimento gli ossicini, che trasmettono questo movimento alle fibre nervose dell’orecchio interno. Queste fibre trasformano le vibrazioni in segnale elettrico che viene inviato al cervello.


INFIAMMAZIONI DELL’ORECCHIO

L’otite media acuta (OMA). È l’infiammazione dell’orecchio medio, causata da diversi tipi di agenti infettivi, virus e batteri, può colpire un orecchio solo o tutti e due. È una delle malattie più frequenti nei bambini (ogni anno ne colpisce uno su cinque), soprattutto se hanno meno di tre anni, e sono meno provvisti di anticorpi che possano difenderli dai raffreddori che "girano", specialmente in autunno e in inverno. L’orecchio medio è in comunicazione con il naso attraverso la Tuba di Eustachio, che ha il compito di mantentere una corretta pressione al suo interno. Questo canale, però, può facilmente ostruirsi, ad esempio durante un raffreddore o in caso di rinite allergica, così si riempie di secrezioni in cui virus e batteri trovano un ambiente adatto per moltiplicarsi.

E il cerume? Il cerume è prodotto da alcune ghiandole poste nella parte più esterna del canale uditivo, serve per impedire l’ingresso di polvere o altro nella parte più interna dell’orecchio. Perciò non è un "nemico" da combattere, ma un alleato da rispettare. Proprio per questa azione di pulizia, il cerume, grazie anche all’attività di speciali "ciglia", viene spinto verso l’esterno, dove può essere rimosso facilmente. Non vi è necessità di pulire l’interno dell’orecchio. I famosi bastoncini di cotone non vanno utilizzati: sono proprio i tentativi di pulire il condotto che, spingendo il cerume all’interno, possono causare i fastidiosi tappi. Inoltre la cute che ricopre il condotto uditivo può essere facilmente lesionata duranti i tentativi di pulizia, causando abrasioni e favorendo infiammazioni e infezioni. L’orecchio pulito con un fazzoletto avvolto intorno al dito.