
L’alimentazione nell’infanzia
Poiché il comportamento alimentare si delinea nella prima infanzia è necessario educare sin dai primi anni ad una corretta alimentazione. A tale scopo è importante l’azione sinergica della famiglia e della comunità dove il bambino trascorre gran parte della giornata (asilo nido, scuola materna) affinché il fabbisogno giornaliero alimentare– calorico sia rispettato.
Lo sviluppo normale di un bambino dipende più di tutto da una buona nutrizione: il cibo che si mangia e la capacità di trasformarlo in energia e in nuovi tessuti, influenza la condizione della salute, non solo dell’infanzia ma per tutta la vita.
Buona nutrizione non significa solo buoni alimenti nelle giuste quantità ma anche buona digestione ed assimilazione. Questa capacità dipende da molti fattori come la presenza o meno di malattie, la durata e la qualità del sonno, le condizioni psico – emotive: in breve è influenzata dal cibo, dal sonno e dalla salute mentale.
I bambini amano mangiare, ma come gli adulti, hanno delle preferenze; il miglior modo per far si che un bambino mangi è concedergli una certa libertà di scelta e non forzarlo contro la volontà. Oggi accetterà un alimento che domani potrebbe rifiutare.
L’apporto alimentare serve a soddisfare le esigenze del metabolismo, dell’attività muscolare e dello sviluppo corporeo che si manifesta con l’aumento di altezza e peso. Anche se crescita e corporatura sono fattori ereditari, una sana e razionale nutrizione permette di sviluppare al massimo il potenziale di crescita: bambini ben nutriti sono più alti di quelli iponutriti.
Dal punto di vista dietetico alimentare, l’età evolutiva è un periodo particolare con caratteristiche diverse dall’età adulta: si deve, infatti, far fronte all’esigenza dell’aumento della massa corporea e ad un’intensa attività fisica.
La crescita comporta una continua e costante costruzione di nuove cellule e quindi un elevato fabbisogno di materiale plastico. Si consiglia quindi l’assunzione di proteine senza però eccedere per non incorrere in inconvenienti notevoli.
Nella dieta dell’età evolutiva l’apporto di lipidi sarà maggiore rispetto agli adulti;il fabbisogno di glucidi nel lattante è coperto dal lattosio contenuto nel latte e successivamente serve per evitare problemi come l’ipoglicemia.
Anche il contenuto e il ricambio idrico sono più elevati che nell’adulto.
Il fabbisogno giornaliero di vitamine e Sali include calcio, fosforo, sodio, potassio, ferro, vitamina A, C, D, B1, B2.
Nel primo anno di vita i bisogni energetici giornalieri indicano una media di 112 Kcal per kg di peso; nei primi mesi l’unico alimento è il latte; ma dal quarto mese in poi esso non è più sufficiente, ma bisogna introdurre altri alimenti, anche se il latte resta il protagonista del suo regime alimentare.
Bisogna però prestare attenzione a certi principi nutritivi: se viene rifiutato un alimento ricco di proteine, va sostituito con uno di pari valore alimentare (es. alle verdure cotte si possono sostituire succhi di frutta o vegetali crudi, a carne pesce, formaggi, uova).
Alcune accortezze possono essere utili per comprendere i loro gusti: preferiscono cibi umidi (polpettine) a quelli secchi (alla griglia), non amano cibi troppo caldi o troppo freddi, preferiscono quantità modeste che li incoraggiano a chiederne ancora, ma non amano mescolare gli alimenti.
L’educazione alimentare deve iniziare dalla conoscenza della funzione svolta dagli alimenti e dai fabbisogni personali.
Gli alimenti sono quelle sostanze che introdotte nell’organismo vengono digerite, assimilate e distribuite per mantenere le funzioni del corpo, per la crescita e per il rinnovamento delle varie parti del corpo.
Cinque sono le funzioni degli alimenti: energetica, plastica, protettiva, regolatrice e di riserva.
Gli alimenti vengono normalmente suddivisi secondo i principi alimentari o nutrienti che li compongono: carboidrati o glucidi, grassi o lipidi, vitamine, proteine e protidi, elementi minerali e acqua.
Nella scuola la refezione rappresenta un momento di grande valore sociale, economico, sanitario e pedagogico: essa non può limitarsi a saziare ma deve prevedere e coprire razionalmente tutte le necessita alimentari del pasto di mezzogiorno. Tutti i principi nutritivi devono essere presenti nella giusta quantita, la manipolazione ed il servizio devono garantire un perfetto rispetto delle norme igieniche, i locali devono assicurare tranquillità e serenità dei bambini.
L’organizzazione della refezione scolastica dipende dai vari enti che dopo aver scelto lo schema operativo, dispongono di strutture e personale adeguato, affidando l’elaborazione delle tabelle dietetiche ad appositi nutrizionisti delle Asl.
La persona addetta alla refezione potrà avvalersi di attrezzature e personale adatto. Quest’ultimo sarà costituito almeno da una cuoca. I compiti del dirigente sono molteplice e richiedono alto senso di responsabilità e continua attenzione.
Alimentazione da 1 a 3 anni – Se la famiglia possiede abitudini alimentari sane, già all’inizio del secondo anno il bambino potrà iniziare ad assumere gli stessi cibi del resto della famiglia. In questi anni il bambino incomincia ad assumere una personalità propria e ad affermare la sua indipendenza muovendosi liberamente e scegliendo che cosa mangiare. La crescita continua, ma con un ritmo più lento rispetto ai primi anni di vita. Al termine del terzo anno, maschietti e femminucce, avranno raggiunto circa il 50% della loro altezza da adulti infatti ha una struttura già di 90 cm . In questo periodo, il bambino impara a bere con la cannuccia e a mangiare con il cucchiaino e spesso diventa esigente nella scelta alimentare. Proponendogli una vasta scelta di cibi si permette di farlo diventare più indipendente e di scegliere fra una gamma di prodotti.
Il fattore più importante è soddisfare il prodotto energetico con una vasta scelta di alimenti. Le prime esperienze con il cibo possono avere effetti importanti sui gusti e sugli schemi alimentari nelle fasi successive alla vita. Il momento del pasto in un bambino deve essere vissuto come un momento rilassante.
Durante il pasto non devono mai mancare nella dieta di ogni bambino le verdure, bisogna alternare e moderare il consumo di pesce, uova, salumi e formaggi.
INTOLLERANZA ALLE PROTEINE DEL LATTE DI MUCCA
Si tratta di una vera e propria forma di allergia nei confronti delle proteine del latte vaccino. Colpisce l’1-2% dei bambini nei primi mesi di vita, e solo raramente solo nel 17-18 mese di vita.
Interessa i neonati nutriti con latte artificiale o quelli che passano dal latte materno al latte artificiale o al latte di mucca. I sintomi sono diversi ,possono coinvolgere diversi organi o apparati e comparire anche per dosi apparentemente insignificanti; le reazioni sono di due tipi :immediate e ritardate. Shock e angioedema sono le reazioni immediate più gravi e pericolose ,sono particolarmente frequenti l’orticaria e la dermatite ,i sintomi respiratori quali il sivilo , raffreddori ricorrenti e il vomito. Il trattamento di questa allergia consiste nel sostituire il latte vaccino con un prodotto alternativo. Attualmente disponibili per la terapia all’intolleranza al latte vaccino è : il latte valfruttoria che contiene proteine vegetali e il latte idrofuttina in cui le proteine vengono frammentate in porzioni molto piccole ben tollerate dal bambino. Il latte di soia è l’alimento ben sperimentato e integrato da un punto di vista nutrizionale. Quando il bambino ha già un’alimentazione più varia è necessario rivedere la dieta in modo da eliminare non solo il latte ma tutti gli alimenti che contengono il latte (latticini,yogurt sono derivati del latte).
CELIACHIA
Celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena ,frumento, orzo e segale ecc…E’ una malattia che colpisce molte persone, in Italia l’incidenza si attesta in un soggetto ogni 100-150 persone. I celiaci potenzialmente sono circa 400 000 , in Italia ne sono stati diagnosticati solo 35 000 .
Nel soggetto geneticamente predisposto , l’introduzione di alimenti contenenti glutine quali pasta ,pane, biscotti, o ma anche estratti di farina ricavata da cereali provoca un infiammazione cronica della mucosa intestinali, appiattimento dei villi intestinali.
L’intestino tenue è un tubo di circa 35 mm di diametro e di 5 m di lunghezza che va dal duodeno al colon; rappresenta la sede principale dell’assorbimento delle sostanze nutritive nel circolo sanguigno. La parete dell’intestino tenue è ricoperta da minuscole sporgenze chiamate villi. Questi ultimi hanno la funzione di assorbire vitamine,minerali e altri nutrimenti dal cibo.
SINTOMATOLOGIA Non sempre la celiachia si presenta in modo palese, la forma tipica ha come sintomo diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), deficit della statura o del peso, ritardo dello sviluppo e anemia. I sintomi della celiachia comportano problemi generali come diarrea intermittente, dolori addominali,debolezza cerebrale, quindi possono simulare quelli di altre malattie come colite irritabile, ulcere gastriche, morbo di crohn. Inoltre la celiachia si può manifestare anche in modi meno vistosi come instabilità, depressione, crampi muscolari, ferite alla bocca.
La diagnosi si effettua mediante dosaggi sierologici, gli AGA, gli EMA. Per la diagnosi definitiva è indispensabile una biopsia dell’intestino tenue.
La celiachia no ha cure, ma la si può tenere sotto controllo efficacemente attraverso un cambiamento di dieta.
ADERENZA ALLA DIETA: UN PROBLEMA COMUNE
All’inizio può essere necessario prendere integratori vitaminici e di minerali , bisogna integrare la dieta con questi alimenti perché comporta vantaggi notevoli nei bambini. È indispensabile evitare la maggior parte dei cibi a base di cereali che contengono glutine ad esempio crackers , pasta, biscotti, torte, latte almeno che non sia di soia.
Poiché il comportamento alimentare si delinea nella prima infanzia è necessario educare sin dai primi anni ad una corretta alimentazione. A tale scopo è importante l’azione sinergica della famiglia e della comunità dove il bambino trascorre gran parte della giornata (asilo nido, scuola materna) affinché il fabbisogno giornaliero alimentare– calorico sia rispettato.
Lo sviluppo normale di un bambino dipende più di tutto da una buona nutrizione: il cibo che si mangia e la capacità di trasformarlo in energia e in nuovi tessuti, influenza la condizione della salute, non solo dell’infanzia ma per tutta la vita.
Buona nutrizione non significa solo buoni alimenti nelle giuste quantità ma anche buona digestione ed assimilazione. Questa capacità dipende da molti fattori come la presenza o meno di malattie, la durata e la qualità del sonno, le condizioni psico – emotive: in breve è influenzata dal cibo, dal sonno e dalla salute mentale.
I bambini amano mangiare, ma come gli adulti, hanno delle preferenze; il miglior modo per far si che un bambino mangi è concedergli una certa libertà di scelta e non forzarlo contro la volontà. Oggi accetterà un alimento che domani potrebbe rifiutare.
L’apporto alimentare serve a soddisfare le esigenze del metabolismo, dell’attività muscolare e dello sviluppo corporeo che si manifesta con l’aumento di altezza e peso. Anche se crescita e corporatura sono fattori ereditari, una sana e razionale nutrizione permette di sviluppare al massimo il potenziale di crescita: bambini ben nutriti sono più alti di quelli iponutriti.
Dal punto di vista dietetico alimentare, l’età evolutiva è un periodo particolare con caratteristiche diverse dall’età adulta: si deve, infatti, far fronte all’esigenza dell’aumento della massa corporea e ad un’intensa attività fisica.
La crescita comporta una continua e costante costruzione di nuove cellule e quindi un elevato fabbisogno di materiale plastico. Si consiglia quindi l’assunzione di proteine senza però eccedere per non incorrere in inconvenienti notevoli.
Nella dieta dell’età evolutiva l’apporto di lipidi sarà maggiore rispetto agli adulti;il fabbisogno di glucidi nel lattante è coperto dal lattosio contenuto nel latte e successivamente serve per evitare problemi come l’ipoglicemia.
Anche il contenuto e il ricambio idrico sono più elevati che nell’adulto.
Il fabbisogno giornaliero di vitamine e Sali include calcio, fosforo, sodio, potassio, ferro, vitamina A, C, D, B1, B2.
Nel primo anno di vita i bisogni energetici giornalieri indicano una media di 112 Kcal per kg di peso; nei primi mesi l’unico alimento è il latte; ma dal quarto mese in poi esso non è più sufficiente, ma bisogna introdurre altri alimenti, anche se il latte resta il protagonista del suo regime alimentare.
Bisogna però prestare attenzione a certi principi nutritivi: se viene rifiutato un alimento ricco di proteine, va sostituito con uno di pari valore alimentare (es. alle verdure cotte si possono sostituire succhi di frutta o vegetali crudi, a carne pesce, formaggi, uova).
Alcune accortezze possono essere utili per comprendere i loro gusti: preferiscono cibi umidi (polpettine) a quelli secchi (alla griglia), non amano cibi troppo caldi o troppo freddi, preferiscono quantità modeste che li incoraggiano a chiederne ancora, ma non amano mescolare gli alimenti.
L’educazione alimentare deve iniziare dalla conoscenza della funzione svolta dagli alimenti e dai fabbisogni personali.
Gli alimenti sono quelle sostanze che introdotte nell’organismo vengono digerite, assimilate e distribuite per mantenere le funzioni del corpo, per la crescita e per il rinnovamento delle varie parti del corpo.
Cinque sono le funzioni degli alimenti: energetica, plastica, protettiva, regolatrice e di riserva.
Gli alimenti vengono normalmente suddivisi secondo i principi alimentari o nutrienti che li compongono: carboidrati o glucidi, grassi o lipidi, vitamine, proteine e protidi, elementi minerali e acqua.
Nella scuola la refezione rappresenta un momento di grande valore sociale, economico, sanitario e pedagogico: essa non può limitarsi a saziare ma deve prevedere e coprire razionalmente tutte le necessita alimentari del pasto di mezzogiorno. Tutti i principi nutritivi devono essere presenti nella giusta quantita, la manipolazione ed il servizio devono garantire un perfetto rispetto delle norme igieniche, i locali devono assicurare tranquillità e serenità dei bambini.
L’organizzazione della refezione scolastica dipende dai vari enti che dopo aver scelto lo schema operativo, dispongono di strutture e personale adeguato, affidando l’elaborazione delle tabelle dietetiche ad appositi nutrizionisti delle Asl.
La persona addetta alla refezione potrà avvalersi di attrezzature e personale adatto. Quest’ultimo sarà costituito almeno da una cuoca. I compiti del dirigente sono molteplice e richiedono alto senso di responsabilità e continua attenzione.
Alimentazione da 1 a 3 anni – Se la famiglia possiede abitudini alimentari sane, già all’inizio del secondo anno il bambino potrà iniziare ad assumere gli stessi cibi del resto della famiglia. In questi anni il bambino incomincia ad assumere una personalità propria e ad affermare la sua indipendenza muovendosi liberamente e scegliendo che cosa mangiare. La crescita continua, ma con un ritmo più lento rispetto ai primi anni di vita. Al termine del terzo anno, maschietti e femminucce, avranno raggiunto circa il 50% della loro altezza da adulti infatti ha una struttura già di 90 cm . In questo periodo, il bambino impara a bere con la cannuccia e a mangiare con il cucchiaino e spesso diventa esigente nella scelta alimentare. Proponendogli una vasta scelta di cibi si permette di farlo diventare più indipendente e di scegliere fra una gamma di prodotti.
Il fattore più importante è soddisfare il prodotto energetico con una vasta scelta di alimenti. Le prime esperienze con il cibo possono avere effetti importanti sui gusti e sugli schemi alimentari nelle fasi successive alla vita. Il momento del pasto in un bambino deve essere vissuto come un momento rilassante.
Durante il pasto non devono mai mancare nella dieta di ogni bambino le verdure, bisogna alternare e moderare il consumo di pesce, uova, salumi e formaggi.
INTOLLERANZA ALLE PROTEINE DEL LATTE DI MUCCA
Si tratta di una vera e propria forma di allergia nei confronti delle proteine del latte vaccino. Colpisce l’1-2% dei bambini nei primi mesi di vita, e solo raramente solo nel 17-18 mese di vita.
Interessa i neonati nutriti con latte artificiale o quelli che passano dal latte materno al latte artificiale o al latte di mucca. I sintomi sono diversi ,possono coinvolgere diversi organi o apparati e comparire anche per dosi apparentemente insignificanti; le reazioni sono di due tipi :immediate e ritardate. Shock e angioedema sono le reazioni immediate più gravi e pericolose ,sono particolarmente frequenti l’orticaria e la dermatite ,i sintomi respiratori quali il sivilo , raffreddori ricorrenti e il vomito. Il trattamento di questa allergia consiste nel sostituire il latte vaccino con un prodotto alternativo. Attualmente disponibili per la terapia all’intolleranza al latte vaccino è : il latte valfruttoria che contiene proteine vegetali e il latte idrofuttina in cui le proteine vengono frammentate in porzioni molto piccole ben tollerate dal bambino. Il latte di soia è l’alimento ben sperimentato e integrato da un punto di vista nutrizionale. Quando il bambino ha già un’alimentazione più varia è necessario rivedere la dieta in modo da eliminare non solo il latte ma tutti gli alimenti che contengono il latte (latticini,yogurt sono derivati del latte).
CELIACHIA
Celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena ,frumento, orzo e segale ecc…E’ una malattia che colpisce molte persone, in Italia l’incidenza si attesta in un soggetto ogni 100-150 persone. I celiaci potenzialmente sono circa 400 000 , in Italia ne sono stati diagnosticati solo 35 000 .
Nel soggetto geneticamente predisposto , l’introduzione di alimenti contenenti glutine quali pasta ,pane, biscotti, o ma anche estratti di farina ricavata da cereali provoca un infiammazione cronica della mucosa intestinali, appiattimento dei villi intestinali.
L’intestino tenue è un tubo di circa 35 mm di diametro e di 5 m di lunghezza che va dal duodeno al colon; rappresenta la sede principale dell’assorbimento delle sostanze nutritive nel circolo sanguigno. La parete dell’intestino tenue è ricoperta da minuscole sporgenze chiamate villi. Questi ultimi hanno la funzione di assorbire vitamine,minerali e altri nutrimenti dal cibo.
SINTOMATOLOGIA Non sempre la celiachia si presenta in modo palese, la forma tipica ha come sintomo diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), deficit della statura o del peso, ritardo dello sviluppo e anemia. I sintomi della celiachia comportano problemi generali come diarrea intermittente, dolori addominali,debolezza cerebrale, quindi possono simulare quelli di altre malattie come colite irritabile, ulcere gastriche, morbo di crohn. Inoltre la celiachia si può manifestare anche in modi meno vistosi come instabilità, depressione, crampi muscolari, ferite alla bocca.
La diagnosi si effettua mediante dosaggi sierologici, gli AGA, gli EMA. Per la diagnosi definitiva è indispensabile una biopsia dell’intestino tenue.
La celiachia no ha cure, ma la si può tenere sotto controllo efficacemente attraverso un cambiamento di dieta.
ADERENZA ALLA DIETA: UN PROBLEMA COMUNE
All’inizio può essere necessario prendere integratori vitaminici e di minerali , bisogna integrare la dieta con questi alimenti perché comporta vantaggi notevoli nei bambini. È indispensabile evitare la maggior parte dei cibi a base di cereali che contengono glutine ad esempio crackers , pasta, biscotti, torte, latte almeno che non sia di soia.
EDUCAZIONE SANITARIA 06/06/2008
Il neonato è il bambino del primo mese di vita, ma nella fase neonatale emergono i problemi di salute più importanti del bambino che avranno un proseguo oltre il primo mese di vita e che sono quelli che determineranno lo stato della sua salute psico-fisica. Si interessano dei bambini i pediatri di famiglia che osservano e valutano la crescita del bambino delle sue fasi, valutano la nutrizione e i vaccini. Poi vi sono i pediatri di comunità che lavorano nel servizio sanitario nazionale che si occupano di gruppi dei bambini; i pediatri ospedalieri accolgono i bambini nella fase acuta o cronica.
La pediatria si occupa della cura e della prevenzione delle malattie dei bambini.
CRESCITA E SVILUPPO:
La crescita è il processo che porta un aumento di peso e altezza del bambino, mentre lo sviluppo è l’acquisizione di forme e funzioni più complesse.
La crescita interessa gli organi più semplici e poi quelli complessi. La maggior crescita avviene nell’infanzia, i primi due anni e l’adolescenza. Crescita e sviluppo sono misurabili e possono essere studiati confrontando altezza, peso, arricchimento del vocabolario ecc.
CARATTERISTICHE DELLA CRESCITA E DELLO SVILUPPO:
Altezza: Il neonato alla nascita è alto 50 cm circa. La crescita in altezza è dovuta alla crescita scheletrica. L’altezza è una caratteristica famigliare è va controllata e misurata durante ogni visita medica. L’altezza cresce di 25/30 cm tra la nascita e il primo anno e di 10/15 cm nel secondo anno. Durante la pubertà si ha un’accelerazione improvvisa della crescita.
Peso: il peso alla nascita è 3,250 kg circa e si triplica nel primo anno di vita. Successivamente aumenta di 1,8/2,7 kg per anno fino all’accelerazione nella pubertà. Il peso va rilevato ad ogni visita medica. Un forte aumento o diminuzione di peso va controllata.
Proporzioni corporee: le proporzioni corporee differiscono nel neonato e nell’adulto. Nel periodo fetale la testa cresce più velocemente. Nel primo anno cresce il tronco e nella fanciullezza aumenta la lunghezza delle gambe. Un’alterazione di crescita è caratteristica di alcune malattie. L’età ossea può essere determinata da una radiografia. La crescita delle ossa varia da individuo a individuo.
FATTORI CHE INFLUENZANO LA CRESCITA E LO SVILUPPO:
Ereditarietà: questa è determinata durante il concepimento attraverso i geni. (es. i figli di soggetti alti saranno a loro volta alti).
Nazionalità e razza: quando si assiste un bambino di altra nazionalità è necessario raccogliere informazioni riguardanti la lingue, le abitudini alimentari, il credo religioso ecc.
Condizioni socio-ambientali: l’ambiente prenatale influenza le condizioni di salute del bambino. Un neonato sano e forte ha maggiori capacità di adattamento. Una madre che non è in grado di provvedere al proprio figlio può comprometterne lo stato di salute.
Sesso: il neonato maschio pesa di più ed è più lungo, cresce e si sviluppa a velocità diversa con brusca accelerazione verso i 12/15 anni. La crescita in altezza si arresta intorno ai 20 anni nei maschi e verso i 18 per le femmine. Nelle femmine durante l’adolescenza si ha un aumento di altezza e peso, modificazione del seno, aumento della circonferenza pelvica, crescita dei peli pubici e di quelli ascellari, raggiungimento della statura adulta e mestruazioni. Nei maschi si avrà un aumento di altezza e peso, ingrossamento dei testicoli e del pene, comparsa dei peli pubici, ascellari, sul labbro superiore, all’inguine, sulle cosce e sull’addome, la voce cambia, eiaculazioni notturne e raggiungimento della statura adulta.
Famiglia: i cambiamenti della famiglia si riflettono sullo sviluppo del bambino che può essere cresciuto da un solo genitore, da un parente, o in istituti.
VALUTAZIONE DEL BAMBINO:
Pulsazione cardiaca e respirazione: Attraverso la conta delle pulsazioni cardiache è possibile sentire il flusso sanguigno. la frequenza cardiaca e respiratoria è alta nel neonato ma diminuiscono con il passare degli anni. Gli atti respiratori si contano osservando il movimento della parete addominale. La frequenza si rileva con un minuto di osservazione poiché il respiro è irregolare. La frequenza respiratoria è misurata ugualmente nell’adulto.
Pressione sanguigna: è la pressione esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie. Ci sono vari modi per misurarla: auscultazione ( stetoscopio), palpazione e rilevazione ultrasonografica. La pressione arteriosa è più bassa nei bambini e può essere influenzata da età, sesso, farmaci ecc.
Temperatura corporea: può essere rilevata tramite un termometro all’ascella, alla bocca o nel retto (la + utilizzata). Se non seriamente ammalati si utilizza quella ascellare.
Peso e altezza: devono essere rilevati accuratamente. Il peso è necessario per valutare un miglioramento e per determinare la dose di farmaci. Pesando si osserverà anche il colore della pelle, dispnea e le condizioni delle articolazioni. L’altezza si misura mentre il bambino è sdraiato partendo dal capo ai talloni.
Circonferenza cranica: deve essere rilevata a bambini sotto i 36 mesi e bambini con danni neurologici. Si utilizza un metro posto intorno alla testa.
NAUSEA E VOMITO
La nausea è la sensazione sgradevole che precede il vomito. Il vomito è l’espulsione forzata del contenuto gastrico . Il vomito è regolato dal centro del vomito situato in corrispondenza del 4° ventricolo. Si parla di vomito digerito se di provenienza gastrica, indigerito se di provenienza esofagea, caffeano se misto a sangue e bile, fecaloide se presente feci.
OBESITA’
Il bambino obeso cresce molto ma nel tempo non raggiunge la statura finale attesa dal suo determinante genetico.
Rischio di patologie acute e croniche:
* Apparato cardiovascolare
* Metabolosimo lipidico, viene alterato nel senso che si ha un eccesso di colesterolo e dei trigliceridi .
Questi sono dei fattori di rischio per la malattia trombosica.
L’obesità dovuta da un eccesso di introduzione di cibo oppure ad una causa genetica o all’ormone. L’insulina determina un eccessivo passaggio di zucchero dal sangue dentro agli organi.
L’obesità determina un’ipertensione arteriosa ed una ristrettezza delle arterie , e quindi un aumento della resistenza del cuore.
Il neonato è il bambino del primo mese di vita, ma nella fase neonatale emergono i problemi di salute più importanti del bambino che avranno un proseguo oltre il primo mese di vita e che sono quelli che determineranno lo stato della sua salute psico-fisica. Si interessano dei bambini i pediatri di famiglia che osservano e valutano la crescita del bambino delle sue fasi, valutano la nutrizione e i vaccini. Poi vi sono i pediatri di comunità che lavorano nel servizio sanitario nazionale che si occupano di gruppi dei bambini; i pediatri ospedalieri accolgono i bambini nella fase acuta o cronica.
La pediatria si occupa della cura e della prevenzione delle malattie dei bambini.
CRESCITA E SVILUPPO:
La crescita è il processo che porta un aumento di peso e altezza del bambino, mentre lo sviluppo è l’acquisizione di forme e funzioni più complesse.
La crescita interessa gli organi più semplici e poi quelli complessi. La maggior crescita avviene nell’infanzia, i primi due anni e l’adolescenza. Crescita e sviluppo sono misurabili e possono essere studiati confrontando altezza, peso, arricchimento del vocabolario ecc.
CARATTERISTICHE DELLA CRESCITA E DELLO SVILUPPO:
Altezza: Il neonato alla nascita è alto 50 cm circa. La crescita in altezza è dovuta alla crescita scheletrica. L’altezza è una caratteristica famigliare è va controllata e misurata durante ogni visita medica. L’altezza cresce di 25/30 cm tra la nascita e il primo anno e di 10/15 cm nel secondo anno. Durante la pubertà si ha un’accelerazione improvvisa della crescita.
Peso: il peso alla nascita è 3,250 kg circa e si triplica nel primo anno di vita. Successivamente aumenta di 1,8/2,7 kg per anno fino all’accelerazione nella pubertà. Il peso va rilevato ad ogni visita medica. Un forte aumento o diminuzione di peso va controllata.
Proporzioni corporee: le proporzioni corporee differiscono nel neonato e nell’adulto. Nel periodo fetale la testa cresce più velocemente. Nel primo anno cresce il tronco e nella fanciullezza aumenta la lunghezza delle gambe. Un’alterazione di crescita è caratteristica di alcune malattie. L’età ossea può essere determinata da una radiografia. La crescita delle ossa varia da individuo a individuo.
FATTORI CHE INFLUENZANO LA CRESCITA E LO SVILUPPO:
Ereditarietà: questa è determinata durante il concepimento attraverso i geni. (es. i figli di soggetti alti saranno a loro volta alti).
Nazionalità e razza: quando si assiste un bambino di altra nazionalità è necessario raccogliere informazioni riguardanti la lingue, le abitudini alimentari, il credo religioso ecc.
Condizioni socio-ambientali: l’ambiente prenatale influenza le condizioni di salute del bambino. Un neonato sano e forte ha maggiori capacità di adattamento. Una madre che non è in grado di provvedere al proprio figlio può comprometterne lo stato di salute.
Sesso: il neonato maschio pesa di più ed è più lungo, cresce e si sviluppa a velocità diversa con brusca accelerazione verso i 12/15 anni. La crescita in altezza si arresta intorno ai 20 anni nei maschi e verso i 18 per le femmine. Nelle femmine durante l’adolescenza si ha un aumento di altezza e peso, modificazione del seno, aumento della circonferenza pelvica, crescita dei peli pubici e di quelli ascellari, raggiungimento della statura adulta e mestruazioni. Nei maschi si avrà un aumento di altezza e peso, ingrossamento dei testicoli e del pene, comparsa dei peli pubici, ascellari, sul labbro superiore, all’inguine, sulle cosce e sull’addome, la voce cambia, eiaculazioni notturne e raggiungimento della statura adulta.
Famiglia: i cambiamenti della famiglia si riflettono sullo sviluppo del bambino che può essere cresciuto da un solo genitore, da un parente, o in istituti.
VALUTAZIONE DEL BAMBINO:
Pulsazione cardiaca e respirazione: Attraverso la conta delle pulsazioni cardiache è possibile sentire il flusso sanguigno. la frequenza cardiaca e respiratoria è alta nel neonato ma diminuiscono con il passare degli anni. Gli atti respiratori si contano osservando il movimento della parete addominale. La frequenza si rileva con un minuto di osservazione poiché il respiro è irregolare. La frequenza respiratoria è misurata ugualmente nell’adulto.
Pressione sanguigna: è la pressione esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie. Ci sono vari modi per misurarla: auscultazione ( stetoscopio), palpazione e rilevazione ultrasonografica. La pressione arteriosa è più bassa nei bambini e può essere influenzata da età, sesso, farmaci ecc.
Temperatura corporea: può essere rilevata tramite un termometro all’ascella, alla bocca o nel retto (la + utilizzata). Se non seriamente ammalati si utilizza quella ascellare.
Peso e altezza: devono essere rilevati accuratamente. Il peso è necessario per valutare un miglioramento e per determinare la dose di farmaci. Pesando si osserverà anche il colore della pelle, dispnea e le condizioni delle articolazioni. L’altezza si misura mentre il bambino è sdraiato partendo dal capo ai talloni.
Circonferenza cranica: deve essere rilevata a bambini sotto i 36 mesi e bambini con danni neurologici. Si utilizza un metro posto intorno alla testa.
NAUSEA E VOMITO
La nausea è la sensazione sgradevole che precede il vomito. Il vomito è l’espulsione forzata del contenuto gastrico . Il vomito è regolato dal centro del vomito situato in corrispondenza del 4° ventricolo. Si parla di vomito digerito se di provenienza gastrica, indigerito se di provenienza esofagea, caffeano se misto a sangue e bile, fecaloide se presente feci.
OBESITA’
Il bambino obeso cresce molto ma nel tempo non raggiunge la statura finale attesa dal suo determinante genetico.
Rischio di patologie acute e croniche:
* Apparato cardiovascolare
* Metabolosimo lipidico, viene alterato nel senso che si ha un eccesso di colesterolo e dei trigliceridi .
Questi sono dei fattori di rischio per la malattia trombosica.
L’obesità dovuta da un eccesso di introduzione di cibo oppure ad una causa genetica o all’ormone. L’insulina determina un eccessivo passaggio di zucchero dal sangue dentro agli organi.
L’obesità determina un’ipertensione arteriosa ed una ristrettezza delle arterie , e quindi un aumento della resistenza del cuore.

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