
Salve, mi chiamo Clementina e in quest’anno universitario ho appreso una quantità di informazioni riguardanti la formazione e l’istruzione del bambino. Tra tante materie apprese ciò che riassume il tutto è il tirocinio.
I servizi della prima infanzia vanno sotto il nome di asili nido, micro nido, baby parking . Questa rete nella nostra regione non è molto diffusa ufficialmente , anche se ci sono parecchi asili nido gestiti da privati e ci sono poi servizi senza autorizzazione. I bambini dai 3 mesi ai 3 anni possono essere accolti in servizi pubblici o privati autorizzati che si chiamano asili nido o micro nido . Questo diffuso abuso, quindi, avviene perché quando si va dalla scuola paritaria o privata si paga per i servizi e più facilmente si accoglie la richiesta delle famiglie, mentre la scuola pubblica statale a queste cose dice di no.
Questo servizio abusivo/irregolare da parte dei privati non autorizzati viene giustificato dalla non presenza/diffusione di una rete di servizi pubblici .
Bisogna informarsi non solo come possibili e futuri lavoratori in servizi pubblici ma anche come persone autorizzate per dare vita a un servizio del genere . La cosa più intelligente, più realistica, è proprio la normativa sui micro nido: una persona che deve affidare un bimbo di tre mesi non potrebbe trovare un prefabbricato con all’interno 4-5 bambini con la stessa fascia d’età? E’ più conveniente!
Organizzare dignitosamente una spazio d’asilo aziendale o micro nido aziendale e fare in modo che la madre coincida con le sue esigenze lavorative e di madre.
Il legislatore si è rapportato alla donna, al suo diritto e aspirazione a lavorare e ha pensato di fare in modo che queste strutture non debbano solo sorgere in un fabbricato appartato e isolato ma anche in dimensione contenute con standard di efficienza, a condizioni igieniche rigorose , in un luogo in cui si abita o si lavora . La legislazione scolastica nazionale e regionale è abbastanza variegata perché il legislatore ha voluto fare in modo che si attuasse una forma si sussidiarietà , cioè ha inteso sottolineare e mettere gli Enti in condizione di offrire servizi nel punto più vicino a quello dell’utenza perché nessun legislatore può sapere quali sono le esigenze di una data regione. Quindi si hanno delle continue integrazioni tra la legislazione nazionale (che lascia spazio gestionale agli Enti più vicini al cittadino) e quella regionale, provinciale e locale.
Dei diritti dell’infanzia si è parlato e si continua a parlare tra filosofi, giuristi, sociologi, e uomini politici molto più di quel che si è riuscito ora a fare per trasformare aspirazioni nobili ma vaghe, richieste giuste ma deboli, in diritti in senso proprio . Il processo d’attenzione nei confronti del bambino è stato un processo molto lungo che ha dovuto esaminare la sfera della concezione e della cultura dell’infanzia nel loro evolversi , fino ad arrivare alla legge 328/2000 che ha generato diversi servizi che non hanno mai visto una vera e propria attuazione . L’origine dei servizi per l’infanzia nono è da ricercarsi nel riconoscimento dei diritti all’educazione e alla formazione dell’infanzia ma nell’esigenza degli adulti che hanno bisogno di affidare i bambini per certe ore del giorno e ciò comporta non solo custodia ma è un servizio rivolto anche alla formazione . Il micro nido è un servizio rivolto alla prima infanzia con finalità di socializzazione ed educazione dei bambini nel quadro di una politica integrata di tutela e promozione dei diritti dell’infanzia, di armonizzazione dei tempi di lavoro e di cura in risposta all’esigenza del nucleo familiare. L’attivazione del micro nido deve essere concordata con l’Ente locale di riferimento al fine di assicurare il coordinamento con la rete di servizi della prima infanzia presenti sul territorio comunale nonché raccordo con i servizi sociali del territorio. Il micro nido si differenzia dall’asilo nido tradizionale per le minori capacità recettive, cioè l’accoglienza è più limitata perché il micro nido raccoglie bambini molto più piccoli . Il micro nido collocato in ambito aziendale è denominato micro nido aziendale o nido d’azienda. Tuttavia le aziende proponenti devono evitare sovrapposizioni di servizi avviati già da comuni in una logica di integrazione e utilizzo ottimale delle risorse, infatti si rischierebbe di creare un doppione inutile e quindi la prospettiva deve essere quella della diversificazione e dell’integrazione.
I destinatari dei micro nido sono bambini non superiori ai tre anni, le strutture possono accogliere un numero limitato di bambini fino a 24 . Il micro nido creato in comuni con popolazioni superiori a 20000 abitanti deve avere capacità recettiva non inferiore a 12 bambini. Il vincolo non sussiste per i micro nido aziendali, nel solo caso in cui ci sono richieste da parte del territorio. L’orario minimo d’apertura è di sei ore giornaliere di norma per 5 giorni a settimana. Le figure educative operanti sono in possesso dei titoli di: diploma di maestra di scuola dell’infanzia, diploma di maturità magistrale, diploma di liceo psicopedagogico, diploma di vigilatrice d’infanzia, attestato di qualifica di educatore di prima infanzia . Gli asili nido si sono sviluppati soprattutto al centro-nord; quali le cause? Una forte presenza di lavoro aziendale, un più alto tasso d’occupazione femminile, una vita che si svolge in realtà altamente urbanizzata, un massimo impegno degli enti locali. Al sud, invece, c’è un più alto tasso di disoccupazione, difficoltà per la donna di lavorare, molte famiglie non possono permettersi di pagare una retta. Tuttavia anche al nord ci sono proteste perché la richiesta è quasi sempre superiore all’offerta quindi occorrono interventi efficaci. È opportuno ricordare la legge statale 448/2001 che istituì il fondo per asili nido da ripartire annualmente tra le regioni al fine di favorire lo sviluppo della prima infanzia mediante la costruzione e la gestione degli asili nido, micronido nei luoghi di lavoro. Nel 2007 si è avuta una concessione ai comuni di contributi a sostegno dell’intervento di costruzione d’asili nido, micronido nei luoghi nido. Le regioni si attivano per concretizzare quello che è un principio enunciato dalla legge dello Stato. L’asilo e il micronido nei luoghi aziendali sono strutture attivate nei luoghi di lavoro o nelle loro vicinanze che destinano ai figli dei dipendenti delle aziende coinvolte una quota di posti superiori al 50%. Le finalità sono attivazioni di asili nido in armonia con la normativa vigente in materia per conciliare le esigenze familiari e professionali dei lavoratori con i figli attraverso l’ampliamento dei servizi che assicura una massima flessibilità. Il soggetto gestore deve garantire la funzione di coordinamento pedagogico svolto da personale qualificato. Il coordinatore pedagogico svolge compiti di indirizzo e sostegno tecnico. Tra le figure educative di micronido deve essere individuato un responsabile a cui fare riferimento dal punto di vista educativo. Il rapporto numerico tra la figura educativa e i bambini è pari ad almeno un addetto ogni 6 bambini.
Questo servizio abusivo/irregolare da parte dei privati non autorizzati viene giustificato dalla non presenza/diffusione di una rete di servizi pubblici .
Bisogna informarsi non solo come possibili e futuri lavoratori in servizi pubblici ma anche come persone autorizzate per dare vita a un servizio del genere . La cosa più intelligente, più realistica, è proprio la normativa sui micro nido: una persona che deve affidare un bimbo di tre mesi non potrebbe trovare un prefabbricato con all’interno 4-5 bambini con la stessa fascia d’età? E’ più conveniente!
Organizzare dignitosamente una spazio d’asilo aziendale o micro nido aziendale e fare in modo che la madre coincida con le sue esigenze lavorative e di madre.
Il legislatore si è rapportato alla donna, al suo diritto e aspirazione a lavorare e ha pensato di fare in modo che queste strutture non debbano solo sorgere in un fabbricato appartato e isolato ma anche in dimensione contenute con standard di efficienza, a condizioni igieniche rigorose , in un luogo in cui si abita o si lavora . La legislazione scolastica nazionale e regionale è abbastanza variegata perché il legislatore ha voluto fare in modo che si attuasse una forma si sussidiarietà , cioè ha inteso sottolineare e mettere gli Enti in condizione di offrire servizi nel punto più vicino a quello dell’utenza perché nessun legislatore può sapere quali sono le esigenze di una data regione. Quindi si hanno delle continue integrazioni tra la legislazione nazionale (che lascia spazio gestionale agli Enti più vicini al cittadino) e quella regionale, provinciale e locale.
Dei diritti dell’infanzia si è parlato e si continua a parlare tra filosofi, giuristi, sociologi, e uomini politici molto più di quel che si è riuscito ora a fare per trasformare aspirazioni nobili ma vaghe, richieste giuste ma deboli, in diritti in senso proprio . Il processo d’attenzione nei confronti del bambino è stato un processo molto lungo che ha dovuto esaminare la sfera della concezione e della cultura dell’infanzia nel loro evolversi , fino ad arrivare alla legge 328/2000 che ha generato diversi servizi che non hanno mai visto una vera e propria attuazione . L’origine dei servizi per l’infanzia nono è da ricercarsi nel riconoscimento dei diritti all’educazione e alla formazione dell’infanzia ma nell’esigenza degli adulti che hanno bisogno di affidare i bambini per certe ore del giorno e ciò comporta non solo custodia ma è un servizio rivolto anche alla formazione . Il micro nido è un servizio rivolto alla prima infanzia con finalità di socializzazione ed educazione dei bambini nel quadro di una politica integrata di tutela e promozione dei diritti dell’infanzia, di armonizzazione dei tempi di lavoro e di cura in risposta all’esigenza del nucleo familiare. L’attivazione del micro nido deve essere concordata con l’Ente locale di riferimento al fine di assicurare il coordinamento con la rete di servizi della prima infanzia presenti sul territorio comunale nonché raccordo con i servizi sociali del territorio. Il micro nido si differenzia dall’asilo nido tradizionale per le minori capacità recettive, cioè l’accoglienza è più limitata perché il micro nido raccoglie bambini molto più piccoli . Il micro nido collocato in ambito aziendale è denominato micro nido aziendale o nido d’azienda. Tuttavia le aziende proponenti devono evitare sovrapposizioni di servizi avviati già da comuni in una logica di integrazione e utilizzo ottimale delle risorse, infatti si rischierebbe di creare un doppione inutile e quindi la prospettiva deve essere quella della diversificazione e dell’integrazione.
I destinatari dei micro nido sono bambini non superiori ai tre anni, le strutture possono accogliere un numero limitato di bambini fino a 24 . Il micro nido creato in comuni con popolazioni superiori a 20000 abitanti deve avere capacità recettiva non inferiore a 12 bambini. Il vincolo non sussiste per i micro nido aziendali, nel solo caso in cui ci sono richieste da parte del territorio. L’orario minimo d’apertura è di sei ore giornaliere di norma per 5 giorni a settimana. Le figure educative operanti sono in possesso dei titoli di: diploma di maestra di scuola dell’infanzia, diploma di maturità magistrale, diploma di liceo psicopedagogico, diploma di vigilatrice d’infanzia, attestato di qualifica di educatore di prima infanzia . Gli asili nido si sono sviluppati soprattutto al centro-nord; quali le cause? Una forte presenza di lavoro aziendale, un più alto tasso d’occupazione femminile, una vita che si svolge in realtà altamente urbanizzata, un massimo impegno degli enti locali. Al sud, invece, c’è un più alto tasso di disoccupazione, difficoltà per la donna di lavorare, molte famiglie non possono permettersi di pagare una retta. Tuttavia anche al nord ci sono proteste perché la richiesta è quasi sempre superiore all’offerta quindi occorrono interventi efficaci. È opportuno ricordare la legge statale 448/2001 che istituì il fondo per asili nido da ripartire annualmente tra le regioni al fine di favorire lo sviluppo della prima infanzia mediante la costruzione e la gestione degli asili nido, micronido nei luoghi di lavoro. Nel 2007 si è avuta una concessione ai comuni di contributi a sostegno dell’intervento di costruzione d’asili nido, micronido nei luoghi nido. Le regioni si attivano per concretizzare quello che è un principio enunciato dalla legge dello Stato. L’asilo e il micronido nei luoghi aziendali sono strutture attivate nei luoghi di lavoro o nelle loro vicinanze che destinano ai figli dei dipendenti delle aziende coinvolte una quota di posti superiori al 50%. Le finalità sono attivazioni di asili nido in armonia con la normativa vigente in materia per conciliare le esigenze familiari e professionali dei lavoratori con i figli attraverso l’ampliamento dei servizi che assicura una massima flessibilità. Il soggetto gestore deve garantire la funzione di coordinamento pedagogico svolto da personale qualificato. Il coordinatore pedagogico svolge compiti di indirizzo e sostegno tecnico. Tra le figure educative di micronido deve essere individuato un responsabile a cui fare riferimento dal punto di vista educativo. Il rapporto numerico tra la figura educativa e i bambini è pari ad almeno un addetto ogni 6 bambini.

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